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Davide Buccioni ha messo ko il Covid 19 ed ora riparte con grandi progetti

Davide Buccioni, uno dei più noti e importanti manager e organizzatori italiani, sta uscendo da una pessima avventura: dopo aver contratto il Covid-19 è stato ricoverato presso l’ospedale Spallanzani di Roma da cui è uscito, perfettamente guarito, dopo quarantanove giorni da incubo. Ma già negli ultimi giorni di degenza ha ripreso a lavorare attivamente in vista dei nuovi appuntamenti per far ripartire il pugilato italiano.

– Allora Davide, come è stata questa esperienza?

E’ stata terribile. Appena in Italia hanno chiuso le attività, quindi anche i miei ristoranti romani, sono volato in Spagna, a Barcellona, dove ho un altro locale con l’intenzioni di lavorare lì. Invece dopo due giorni, nel giro di pochissime ore, anche in Spagna hanno chiuso tutto. Non hanno fatto come in Italia che è stato chiuso gradualmente, lì nel giro di pochissimo hanno dato la notizia e tutto chiuso. A quel punto ho cercato di rientrare immediatamente a casa, non ho trovato un volo e mi sono buttato al porto, dove per miracolo ho trovato una cabina pagandola a peso d’oro. E quella è stata la mia condanna. La nave era piena di lavoratori italiani che rientravano, era colma anche più di quanta gente potesse contenere. Insomma dopo questo viaggio allucinante sono riuscito a tornare a casa, ma quasi subito ho avvertito dolori e sintomi influenzali. Prima ho dato la colpa al fatto che a Barcellona avevo fatto parecchi chilometri di jogging, quindi all’aria condizionata della nave. Poi, quando sono presi i dolori veri, la difficoltà a respirare, e un malessere davvero terribile, di notte ho svegliato mia moglie per farle chiamare l’ambulanza. Sono state ore tremende, credevo di morire, non riuscivo più a pensare e nemmeno a respirare, non mi rendevo conto di quello che mi succedeva. L’ultima cosa che ricordo sono le chiacchiere di infermieri e dottori mentre mi sedavano, e tre giorni dopo mi sono svegliato e mi sono ritrovato intubato. Mi ritengo un sopravvissuto, un ragazzo di trent’anni che si è ammalato anche lui su quella nave purtroppo non ce l’ha fatta. Mi fa ridere la gente che diceva che era tutto una semplice influenza. Fortunatamente adesso la virulenza si è attenuata rispetto a quando ho preso il Coronavirus io. Ci sono anche farmaci per far guarire le persone. Ma ho veramente toccato la morte, ho ripensato a cose della mia vita che nemmeno ricordavo più. E’ stata un’esperienza tremenda.

– Ti sentirai quindi deciso a ripartire, nel lavoro e nell’attività pugilistica…

-Certamente, sono stato con una zampa dall’altra parte ma la voglia di ripartire è tanta. Già gli ultimi giorni in ospedale attendendo la negativizzazione ho preso il telefono e ho iniziato a muovermi. E per il pugilato sono già pronto. La Federazione si sta muovendo, ha offerto cinque date per cinque riunioni in ambito nazionale, perché pugili dall’estero non possono venire, pagando tutto, anche la trasmissione televisiva. Ovviamente saranno riunioni a porte chiuse e con tutte le precauzioni mediche del caso, ma è importante che i ragazzi facciano attività e che la gente possa ritornare a seguirci anche in tv. Queste cinque riunioni ci prepareranno al ritorno alla normalità. Io ho presentato un paio di progetti, altrettanto ha fatto Mario Loreni e la Conti Cavini. Quella della Federazione è una mano grandissima. Possiamo realizzare immediatamente qualcosa. Non sarà una cosa semplice ma ce la faremo sicuramente. 

-Avevamo chiuso con quella bella riunione di Roma con Michael Magnesi…

Che è stata l’ultima disputata in Italia, il giorno dopo è iniziata la chiusura.

-Michael tempo fa mi disse che vincendo quell’incontro aveva maturato la possibilità del titolo mondiale Ibo e tu già ti eri attivato.

-Purtroppo per Magnesi, come per De Carolis e i pugili ormai lanciati in ambito internazionale le difficoltà sono grandissime. La situazione per loro è davvero nera, perché le frontiere sono chiuse, non si può andare a combattere all’estero e non possono venire avversari stranieri in Italia. Io però avevo lanciato un guanto di sfida per rilanciare alla grande la boxe italiana, cioè organizzare Magnesi contro Boschiero, Forte contro Tomassone e De Carolis contro Scardina, ma non ho avuto nessuna risposta, nemmeno mezzo riscontro…

-Sai di qualcuno dei tuoi pugili che è in difficoltà?

-Con i miei pugili io ho un rapporto d’affetto, che va anche ben oltre il rapporto professionale. So di ragazzi che sono in difficoltà vera, soprattutto quelli che vivono di boxe, ma non solo. Quelli che insegnano e quelli che hanno palestre di proprietà. Faccio l’esempio di Adriano Sperandio, che ha una palestra con il padre: lui non può combattere ma non può nemmeno lavorare perché le palestre sono ancora chiuse. E’ una situazione davvero drammatica, e speriamo di uscirne quanto prima.

– Adesso attendiamo che questo virus si attenui se non sparisca del tutto.

-Io sono ottimista, sento parlare di cure, di plasma dei guariti, di vaccino che si avvicina. Il momento critico dovrebbe essere spalle. Non è ancora finita ma adesso le condizioni sono migliori. Poi c’è anche una grandissima novità che spero abbia un grande successo…

-Sentiamo.

-Sto mettendo in piedi una cosa bellissima. A breve terrò una conferenza stampa online in cui annuncerò la nascita di una pay-per-wiew di pugilato, dove chiunque potrà acquistare una riunione e guardarla comodamente sul telefonino o in tv, via internet. Il tutto a prezzi irrisori, meno di cinque euro, e un appassionato potrà mettersi comodamente seduto sul divano con pop-corn, coca-cola e birra e godersi tutta una riunione. Sarà una specie di Netflix della boxe: eventi in tutta Italia a prezzi popolari, perché la boxe è sport popolare e deve tornare tra la gente.

-Per chiudere, Davide. Si dice anche che chi è guarito abbia adesso una sorta di immunità perché ha fatto gli anticorpi…

-Vorrà dire che vi riabbraccerò tutti quanti!

Giornalista : Andrea Bacci

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